L’arte e la celebrazione del potenziale artistico (e non solo) della cecità. Eventi in tutta Italia

mani che lasciano cadere della sabbia. sfondo nero

Eventi e artisti che ti aiuteranno a percepire il mondo in modo diverso, con il dono della cecità. 

di Sabrina Barbante 

“Quando le persone vedenti pensano alla cecità, pensano ad una condizione tragica, limitante e invalidante nella vita, che riduce le interazioni umane nonché la possibilità di apprezzare il mondo. Ma per me, come per molte persone non vedenti o ipovedenti, la cecità non è una tragedia; è solo un modo diverso di stare al mondo e di comprenderlo”.

Con queste parole Hannah Thompson, docente universitaria e blogger, (http://hannah-thompson.blogspot.it) ha introdotto la conferenza “Blind Creations”, che mirava ad abbattere lo stereotipo del “dramma” della cecità e a celebrarne invece il potenziale artistico, destabilizzando le basi di un mondo (anche artistico) sensorialmente vista-centrico.

A partire da un’opera d’arte commissionata per questa conferenza a David Johnson, e installata presso il Windsor College (Regno Unito), dal nome Too Big to Feel (troppo grande da percepire), nella conferenza sono partite una serie di riflessioni molto interessanti su come lo stereotipo della disabilità sia talvolta più limitante per chi non è persona disabile, di quanto non lo sia la disabilità stessa, in sé. 

enorme frase in braille composta da 14 puntini enormi di cemento, di cui 13 bianchi e uno rosso. la frase in braille dice "read red" (leggi in rosso) ma in realtà è troppo grande da leggere sia per un cieco che per un normo vedente.
Installazione Too big to Feel di avid Johnson, nel prato del college Windsor

L’opera mostra una frase in braille… gigante. Troppo grande sia per essere letta dai non vedenti che per essere visualizzata chiaramente e totalmente da chi ha la vista. Esattamente come il mondo dell’arte, troppo grande per essere visto e letto in modo univoco, con una sola modalità.

Chi ama l’arte e si dedica alla creazione artistica non può limitarsi ad un solo modo di “percepire” il mondo e spesso l’importanza che la vista ha nella lettura della realtà chiude le porte ad altre modalità sensoriali ed espressive.

Ecco quindi alcuni posti d’Italia dove poter andare per “imparare” a vedere come un non vedente o ipovedente, percepire nuovi stimoli sensoriali e creare in modo alternativo la visione della realtà.

Questo, non solo per capire il mondo dei ciechi ma anche e soprattutto per sviluppare la tua capacità di creare e astrarre, imparando da chi per motivi fisici non condivide la percezione vista-centrica della realtà.

Dialogo nel Buio, Milano

Donna nel buio, si muove serena mentre l'aria vibrante la fa apparire un po' mossa. La mano protratta in avanti la aiuta a percepire l'aria e le vibrazioni

Come non partire da questa organizzazione, inserita nel contesto logistico dell’Istituto dei ciechi di Milano?

Con lo slogan “non serve vedere per guardare lontano” e con delle persone non vedenti che diventano guide per farti vivere la splendida esperienza del buio, tutti i paradigmi della sensorialità che hai conosciuto fino ad oggi verranno minati qui, in un viaggio di oltre un’ora nella  totale oscurità.

Chi l’ha compiuto racconta di aver vissuto qualcosa di unico, che ha cambiato il proprio modo di pensare.

Qui si organizzano anche serate di teatro, degustazioni, concerti, tutti con l’elemento comune del buio per aiutarci a scoprire tutti i nostri sensi e aiutarci a sentire e percepire il mondo in modo trasversale, più ampio, persino più libero.
Via Vivaio, 7 – Milano

Concerto al Buio: artisti da seguire

strumenti musicali avvolti in una forte penombra

L’importanza di ascoltare la musica, senza percepire altro che la musica e le sue vibrazioni nell’aria: scommessa non facile, vero?

Provare ad ascoltare un concerto tenendo gli occhi chiusi non basta, perché l’azione di aprire e chiudere gli occhi, per un vedente, è sempre e comunque un’azione controllata, che inizia quando si vuole e finisce quando… la sfida diventa troppo difficile.

Anche per questo sono nati i Concerti al buio, tipologie di esibizioni musicali che alcuni artisti portano in giro in tournée in vari teatri d’Italia.

Ti suggeriamo in particolare di seguire due artisti noti e riconosciuti per la particolare magia e suggestione dei loro lavori artistici: Cesare Picco e Sandro Schneebeli

Scopri come rendere accessibile
un evento teatrale

Cesare Picco ha concepito nel 2009 la sua formula di Concerto al buio, in cui la sua musica si accompagna alla formula LUCE, BUIO, LUCE.

Gli spettatori entrano in sala in penombra, con la musica le luci calano fino al buio più totale per poi tornare lentamente e gradualmente alla luce iniziale.

profilo di un ragazzino in penombra che "guarda" o ascolta

Sandro Schneebeli invece organizza concerti in cui, citiamo dal suo sito event-im-dunkeln.ch, “gli ascoltatori vengono accompagnati da guide cieche nel locale completamente oscurato. Non possono orientarsi, non vedono gli altri partecipanti e neppure i musicisti.

Il duo suona diversi strumenti musicali. L’atmosfera della musica è amichevole, alpina, in associazione alla musica orientale e jazz. Quando inizia il concerto, gli ascoltatori possono riconoscere alcuni strumenti, mentre altri li scopriranno solo col tempo.

L’assoluta tranquillità del pubblico deriva dalla grande concentrazione messa nell’ascolto. Oltre ai suoni, non vi sono distrazioni. La presunta distanza dai musicisti cambia continuamente, a seconda del tipo di musica e dell’impiego degli strumenti”.

Dare un senso ai sensi, a Potenza

cena al buio - donna bendata ad una cena a lume di candela

Per chi è nell’area del potentino, c’è un evento in arrivo nei prossimi giorni (venerdì 12 maggio), al “Posticino”, in via Isca del Pioppo 33.

Si tratta di una cena al buio per “Dare un senso ai sensi e riscoprire la fiducia totale”, organizzato dall’UICI di Potenza.

Dare fiducia a che cosa? A chi ci sta intorno e ci è di supporto nell’aiuto alla percezione del mondo (perché, come ci insegnano gli ipovedenti, la relazione umana è anche questo) e, non da ultimo, ridare fiducia al nostro modo di capire e intendere anche quello che non vediamo.

Prenotazioni: uicpz@uiciechi.it

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