Saresti in grado di goderti una cena senza fotografarla? E senza vederla?

Conosci le così dette “cene al buio”, anche dette dark dinner e/o dans le noir? 

No, non si tratta degli appuntamenti con persone sconosciute per vedere quanto la fortuna (cieca) assista cupido nello scagliare la freccia dell’amore su persone che non si conoscono. Insomma, le cene al buio non solo gli appuntamenti al buio.

Si tratta invece di un concetto di cena organizzata in totale oscurità, inventata nel diciottesimo secolo da associazioni filantropiche francesi che cercavano modi creativi per avvicinare le persone al mondo della cecità.

cena al buio - donna bendata ad una cena a lume di candela

Questa idea oggi è un business vero e proprio oltre che un modo divertente per sensibilizzare l’opinione pubblica in merito non solo ai “problemi”dei ciechi o ipovedenti bensì per far conoscere meglio anche le loro infinite potenzialità e il loro valore aggiunto. 

Oggi le cene al buio sono anche dei modi per permettere a tutti, anche ai normo vedenti, di imparare nuove cose, scoprire lati inattesi della vita.

Prima domanda: che cosa accade quando partecipiamo ad una Cena al Buio? 

eventi al buio in tutta italia
I locali e ristoranti che organizzano cene al buio ovviamente preparano un setting di assoluta oscurità. In alcuni casi i commensali vengono anche bendati ma non è un’eventualità frequente.

I dispositivi elettronici come cellulari e smartphone, nelle migliori cene al buio, sono anche lasciati nei cappotti, portati dallo staff nel guardaroba o posizionati in armadietti all’ingresso. Questo non solo per non fare luce ma anche per far sì che tutti possano essere ben concentrati perché l’esperienza, per essere goduta al meglio e compresa, ha bisogno proprio di presenza a se stessi e concentrazione. 

Gli ospiti sono guidati da personale del luogo, spesso non vedenti, i quali saranno assistenti vigili per tutta la cena.

Dunque arrivano le portate, che in alcuni casi vengono descritte da chef e personale mentre in altri casi si lasciano “scoprire” da chi le mangia, non solo con il palato ma anche con l’uso delle mani e dell’olfatto.

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Che cosa si impara nelle cene al buio? 

Oltre a mangiar bene, nelle migliori cene al buio d’Italia e del mondo si possono apprendere alcune cose che fanno parte del bagaglio culturale di ciechi e ipovedenti ma per lo più ignote a normo vedenti.
Ad esempio…

L’ importanza di fidarsi di chi ti guida

Spesso vediamo la mancata indipendenza delle persone con deficit visivo come uno degli aspetti peggiori di questa condizione. Bene, molti ciechi invece giudicano questa come una delle condizioni più “vantaggiose”, ormai perse da una società sempre più individualista.
Farsi guidare, la necessità di fidarsi e il diritto/dovere di dare ad altri parte della responsabilità di noi stessi, come accadeva nei tempi antichi in cui tutti erano guardiani di tutti.

Affidarsi a tutti i propri sensi 

Si dice che molti normo vedenti, se bendati, non saprebbero distinguere il sapore di una patata cruda da quello di una mela. Non sappiamo se è del tutto vero ma è certo che la vista gioca un ruolo importante nell’appetito e nel sapore che “diamo” ai cibi. Imparare ad usare meglio anche il tatto e l’olfatto è un modo per riappropriarsi di buona parte di nostre capacità più animali e primordiali.
Quindi anche un modo per ampliare il nostro immaginario.

Riscoprire il potere dell’ascolto 

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Spesso sentiamo senza ascoltare quello che gli altri ci dicono. Spesso capiamo che qualcuno vuole parlare e magari dirci cose importanti dalla prossemica e dall’espressione del viso più che dalla voce.
In questo modo “selezioniamo” a priori il nostro livello di attenzione a quello che ci viene detto. Ma se la vista viene meno, come durante queste cene, il nostro ascolto si baserà solo su quello che ascoltiamo e dovremmo prestare ad ogni parola la stessa attenzione.
Ti stupirai moltissimo quando scoprirai quanto sai ascoltare… quando non vedi.

Godere di una buona cena… senza fotografarla

Noi amiamo i social e le foto ai locali cool! Li amiamo così tanto da averci incentrato un’intera campagna!
Ma… siamo ancora capaci di goderci una cena senza fotografarla?
Siamo ancora in grado di interessarci a quello che una persona ci dice, senza valutarne la bellezza estetica?

Maglietta della campagna Accessibility is cool L'AMORE è CIECO MA LEGGE IL BRAILLE (e ti amo scritto in Braille)
Maglietta della campagna Accessibility is cool L’AMORE è CIECO MA LEGGE IL BRAILLE (e ti amo scritto in Braille)

Per scoprirlo, partecipa ad una cena al buio e raccontaci su Facebook come è andata!

 

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